Esame proposta di deliberazione n. 177, inerente a “Accorpamento delle Aziende Sanitarie TO1 e TO2, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, della legge regionale 6 agosto 2007, n. 18”

Consiglio Regionale 6 dicembre 2016
Intervento Mario Giaccone

Svolgo alcune valutazioni di contesto generale sulla scelta e sul percorso che l’Assessore sta seguendo.

Con questo atto, l’Assessore Saitta dimostra di voler ulteriormente mettere mano, con coraggio, all’opera di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse che ha contraddistinto fino ad oggi il suo operare.

Direi che, con coraggio, procede in direzione ostinata e contraria – ma lo dico in senso positivo – perché ogni volta che si decide di rinnovare e cambiare, si ha una reazione altrettanto uguale e contraria, se non più forte.

E’ incontestabile che l’unificazione dell’entità potrà produrre un vantaggio di natura gestionale, ma anche un vantaggio di natura economica, raggiungendo – tra l’altro – l’importante obiettivo di uniformare l’offerta sul territorio cittadino.

E’ già stato detto, ma oggettivamente, al momento, le difformità di comportamento tra le ASL generano antipatiche, se non – in alcuni casi – poco tollerabili, differenze di servizio nelle aree di Torino, tra l’altro causando, non solo confusione nel cittadino, ma anche l’ipotesi o il sospetto, se non la convinzione, di non avere pari diritto alla salute in relazione alle zone o alle aree in cui si vive.

Il documento di indirizzo per la creazione di un’unica Azienda sanitaria per la Città di Torino indica, in modo necessariamente sintetico, gli obiettivi che l’Assessorato si dà in questa operazione, che – però – a nostro avviso sono oltremodo condivisibili, proprio per il contesto di carenza di risorse nel quale ci troviamo.

Vi sarà inoltre un’evidente convenienza generata dalle economie di scala, legate a una gestione unica. Chiunque abbia gestito, ma anche non abbia gestito, delle realtà più o meno piccole sa che si genera una maggiore incisività di un soggetto di tali dimensioni nelle sue relazioni con gli altri interlocutori, siano questi pubblici o privati, e l’adozione – se non la condivisione – delle best practice che fino ad oggi hanno caratterizzato l’una o l’altra area.

Fatte queste premesse senz’altro positive, che ci vedono appoggiare convintamente questa iniziativa, ci sono altri aspetti che vogliamo sottolineare, alcuni dei quali già rilevati da altri, che vogliamo portare all’attenzione dell’Assessore.

Se – da un lato – lo studio epidemiologico che è stato richiesto anche dal Comune, in realtà dimostra già nel documento di indirizzo di essere stato preso in considerazione, altrettanta attenzione andrà fatta riguardo alla valutazione dei diversi bisogni sul territorio, attraverso il lavoro di confronto con il Comune e le Circoscrizioni. Peraltro, lo stesso Assessore oggi ha detto che questo percorso è stato già messo in conto.

Questo tipo di attività permetterà, non solo la costruzione di un modello più che mai calzante ai bisogni del territorio, ma anche di superare le resistenze e gli ostacoli uguali e contrari che ogni proposta di riforma genera, tanto più forti quanto più questa è innovativa.

Ci sentiamo anche di sottolineare il suggerimento relativo alle condivisioni del progetto sulle trasformazioni che riguarderanno gli addetti del settore e i lavoratori, perché è comprensibile che da parte di questi ci siano delle preoccupazioni rispetto a cosa sarà il futuro, ed anche l’importanza di una previsione puntuale relativa ai possibili costi, alle possibili razionalizzazioni, agli effetti sugli attuali eventuali sprechi di questo tipo di impegno, in modo da spiegare meglio a chi è direttamente o indirettamente coinvolto i benefici, e quindi la ratio, dell’operazione.

Il documento di indirizzo presentato dalla Regione non contiene, per evidenti necessità di sintesi, elementi di approfondimento che definiscano nel dettaglio quale sarà lo sviluppo dell’operazione. Ma risulta chiaro come l’elemento fondante sia quello della razionalizzazione sotto il profilo economico, e della riorganizzazione dei servizi in un’ottica di centralità. Bisognerà fare attenzione, però, a tutto l’aspetto relativo ai servizi socio-assistenziali, che devono, invece, essere organizzati secondo dei criteri di diffusione e di capillarità sul territorio (cioè non c’é sempre coincidenza nella realizzazione di questi progetti rispetto ai due ambiti).

In conclusione, senz’altro apprezziamo e condividiamo l’iniziativa, la volontà di rinnovamento e di razionalizzazione, caratteristiche che fino ad oggi hanno segnato la gestione di uno degli ambiti più delicati e complessi – quello sanitario – di questa Regione.

Sosterremo con forza il lavoro e lo faremo tanto più quanto sarà illustrato e spiegato a tutti gli attori coinvolti.

Voglio fare un’ultima considerazione: la condivisione dei percorsi è oggettivamente imprescindibile – è stato un argomento richiamato più volte oggi – ma non può diventare, per l’opposizione o per i Gruppi che intendono opporsi al cambiamento, un alibi per dilatare i tempi in modo abnorme, di fatto impedendo che il processo si possa compiere.

Per questo consideriamo giusto che i momenti di scambio e di confronto siano codificati e programmati, ma che al di fuori di questo non sia consentito sforare, per dare spazio di parola a tutti, ma anche per consentire al lavoro di essere concluso in tempi ragionevoli e certi

Vi faccio una considerazione finale: si è parlato di “arroganza”. Io non voglio usare questo termine: dico solo che se c’è stata arroganza, c’è stata anche in tempi precedenti (o, quantomeno, chiamiamola “fermezza”), non ha dato risultati e ci ha portati dove siamo.

Al momento, vedo che c’è una fermezza che sta portando dei risultati, perché stiamo venendo fuori dalla palude del piano di rientro.

Il Consigliere Vignale ha fatto riferimento al precedente Assessore alla sanità. Io ricordo che cosa diceva il Tavolo Massicci a tale Assessore – all’epoca Direttore generale Morgagni – e non è la stessa cosa di quanto il medesimo Tavolo stia dicendo al momento (o abbia detto in tempi recenti) a Moirano, al Presidente e all’Assessore alla sanità di questa Regione.