Risanamento finanziario e costruzione di un futuro per il Piemonte

Cari Amici,

questa settimana desidero condividere alcune considerazioni sul tema che è emerso con forza dirompente negli ultimi giorni, ma che non è certamente sorto in questo periodo.
Si tratta del debito cumulato dalla Regione (oltre 8 miliardi di euro), un macigno che incombe non solo sull’Ente, ma su tutti i cittadini piemontesi ipotecandone il futuro.
Per intere legislature, il problema del pareggio di bilancio è sempre stato secondario ed è stato affrontato prima con i trasferimenti del Governo Centrale e dopo con il debito e l’aumento della fiscalità verso i cittadini.
Ma i nodi sono venuti al pettine e, ad iniziare dalla scorsa legislatura, i cordoni della borsa si sono sempre più stretti.
E’ accaduto ciò che succede a tutti coloro che spendono più di quello che guadagnano o incassano, a cui nessuno fa più credito!

Inoltre il D.Lgs. 118/2011 ha introdotto nuovi principi contabili che dal 2015 traghetteranno gradualmente gli Enti Pubblici ad un impianto contabile comparabile a quello delle imprese private.
Questo porrà fine ad alcuni artifici contabili, quali i “residui attivi e passivi”, che finora permettevano di spendere senza aver prima stanziato somme a copertura, ma farà emergere un’altra tipologia di debito che potrà essere eccezionalmente ammortizzato in 10 anni.

Considerata la gravità della situazione, credo sia importante condividere che, come ho indicato nel mio intervento durante l’ultima riunione del Consiglio Regionale, il risanamento è un dovere, il piano di risanamento deve essere equilibrato e sostenibile e contemporaneamente occorre progettare e costruire un futuro per il Piemonte.
Il taglio della spesa corrente e della spesa improduttiva è un dovere di tutta la politica verso l’intera comunità piemontese ed in particolare verso i giovani: occorrerà individuare con chiarezza le modalità per utilizzare appieno e nel migliore dei modi le risorse disponibili, quali ad esempio i fondi messi a disposizione del Piemonte dal Fondo Sviluppo e Coesione, che, se non vengono utilizzati, andranno perduti!
Attualmente la Regione ha speso meno del 20% dei 600 milioni assegnati e rischia ora di perdere il resto, mentre il loro repentino impiego potrebbe rappresentare l’occasione per accompagnare il risanamento allo sviluppo.
Una scelta oculata, ad esempio, convoglierebbe le risorse su un primo importante tassello: la modernizzazione della Sanità piemontese, premessa per una rimodulazione di efficienza economica senza ridurre le prestazioni per il cittadino.
Questo è il significato del mio intervento (il cui testo è consultabile al link: Bilancio regionale) ed è in questa direzione che stiamo cercando di lavorare con chi si è reso disponibile ad aiutarci.

Concludo ricordandovi che per approfondimenti e news potete accedere al sito www.mariogiaccone.it ed al profilo facebook

Un saluto,
Mario.