Riprende l’attività del Consiglio Regionale – Ordine del giorno sull’accoglienza dei profughi

Cari Amici,

dopo la pausa estiva, ripresa ormai da giorni l’attività delle Commissioni e degli Uffici, oggi si è riunito, per la prima volta, il Consiglio Regionale.

Questi mesi hanno visto acuirsi il problema dei profughi, che sta drammaticamente coinvolgendo il Vecchio Continente. L’instabilità politica di alcune Regioni e la guerra in Libia ed in Siria sono tra i fattori scatenanti di un fenomeno di proporzioni enormi e di cui non si intravedono soluzioni nel breve e nel medio periodo.

Emerge ormai chiaramente che l’esodo cui ci troviamo di fronte è un fenomeno per il quale non ci sono risposte facili ed immediate.

Per questo la decisione del Governo tedesco di aprire le frontiere ai profughi e l’appello di Papa Francesco, che esorta le parrocchie d’Europa al dovere dell’accoglienza, richiamano tutto il Continente e tutti noi a scelte certamente non facili, ma profondamente dovute.

Tali motivi mi hanno indotto a presentare in questa seduta del Consiglio Regionale un Ordine del giorno sul tema, per richiamare tutte le forze politiche e le Istituzioni alla necessità di dare risposte concrete e tempestive.

E’ altresì evidente che, oltre che concrete, le risposte debbano essere efficaci, coinvolgendo il mondo dell’associazionismo, affinché l’innovazione sociale riesca ad innescare un meccanismo di inserimento dei profughi e non generi un limbo, una terra di nessuno che assorba risorse della collettività, senza costruire una prospettiva sostenibile.

L’Ordine del giorno approvato impegna la Giunta:

  • ad intraprendere azioni, finalizzate all’accoglienza dei rifugiati, che tengano conto di tutte le potenzialità espresse dal territorio e di tutte le realtà che lo compongono;
  • a mobilitare le competenze interne ai vari Assessorati interessati dalla problematica, affinché si rafforzi il ruolo della Regione in questa delicata campagna umanitaria;
  • a facilitare l’incontro tra la domanda di aiuto proveniente dai rifugiati e l’offerta di accoglienza già espressa da diversi soggetti (compresi i Comuni cittadini) in Piemonte, affinché si possa contare su un coordinamento forte degli interventi e si possa valorizzare ogni possibile contributo.

Il documento ha avviato un dibattito aperto, permettendo di evidenziare l’attività in merito della nostra Regione, che, con il “Piano regionale per l’accoglienza dei flussi non programmati 2014-2020”, ha saputo dare risposte puntuali e rappresenta un esempio virtuoso di politica dell’accoglienza.

Certo siamo tutti consapevoli che tale drammatica circostanza deve diventare motivo di crescita e non di conflitto, attraverso una visione intelligente e matura, e non ASSISTENZIALISTICA, dei processi da attuare.

Occorre dunque costruire un sistema che permetta a questi ospiti di essere integrati agevolmente, attraverso la loro partecipazione ad attività di utilità pubblica del Comune ospitante, senza che ciò comprometta i livelli occupazionali dei residenti, e l’avviamento di attività che si autosostengano e consentano di mantenersi nel tempo.

Un saluto
Mario