News dalla Regione

Cari Amici,

anche in questo nuovo anno i problemi economico-finanziari continueranno a condizionare e determinare i comportamenti e le scelte della Regione, ma cominciano ad affiorare i primi risultati del percorso di risanamento.

 

Risanamento della Sanità regionale

Il mancato rispetto del piano di rientro ha imposto alla Sanità piemontese il blocco del turn-over, il che ha comportato soprattutto la carenza di personale nei servizi di Pronto Soccorso.

Ma il piano di risanamento regionale consentirà lo sblocco quasi totale del turn-over con la conseguente possibilità di assumere circa 600 persone tra personale medico ed infermieristico.

La cosiddetta “rimodulazione della rete ospedaliera” comporterà la chiusura degli ospedali sotto utilizzati e quindi poco efficienti, sia dal punto di vista economico che della sicurezza per il paziente; si libereranno quindi risorse che consentiranno di organizzare meglio la rete ospedaliera in base ai diversi bacini d’utenza.

Questo progetto non sarà affatto indolore ed esente dal rischio di errore, inoltre i cittadini si sono trincerati nella protesta per la difesa delle strutture prossime alla chiusura.

In molti casi però con il dialogo tra il decisore pubblico e l’utente ha permesso di illustrare le reali motivazioni, di condividere la bontà dei piani proposti e, se del caso, accogliere le istanze dei territori.

 

Chiusura progetto lavorativo nelle carceri

Nella consapevolezza che occorre procedere ai tagli, ma in modo ponderato, nel Consiglio di martedì scorso ho presentato un Ordine del giorno per impegnare la Giunta Regionale ad attivarsi affinché non venga chiusa la sperimentazione che coinvolge dieci carceri italiane; fra queste sono presenti anche la Casa Circondariale di Torino Lorusso e Cutugno, presso la quale è attivo il progetto “Liberamensa” che coinvolge 34 detenuti di cui 30 a tempo pieno e la Casa Circondariale di Ivrea presso la quale opera la Cooperativa “Divieto di sosta” che ne coinvolge 9.

Tale sperimentazione ha dato ottimi risultati, sia dal punto di vista qualitativo sia dal punto di vista del reinserimento sociale dei detenuti dopo il carcere: solitamente chi finisce di scontare una pena in carcere nel 70% dei casi ci ritorna, chi invece ha potuto seguire questa tipologia di percorsi ha presentato una recidiva del solo 2%!

Alla luce di tali risultati ritengo che queste esperienze vadano potenziate o quantomeno, anche in tempi di crisi, sostenute e valorizzate per il loro valore sociale.

Un saluto
Mario