Assestamento al bilancio di previsione per l’anno 2014 della Regione Piemonte

Cari Amici,

questa settimana l’attività del Consiglio Regionale è stata caratterizzata dall’approvazione della legge di assestamento al bilancio di previsione per l’anno finanziario 2014 che ha comportato una Assemblea consiliare della durata di tre giorni.

Il provvedimento, caratterizzato da un lungo percorso in aula durante il quale sono stati discussi più di 180 emendamenti, ha previsto stanziamenti aggiuntivi a favore:

  • di borse di studio universitarie (7 milioni di euro)
  • dell’edilizia scolastica (1 milione di euro)
  • del trasporto pubblico locale (6 milioni di euro)
  • di dotazioni per le ex Province (19 milioni di euro).

In merito alla legge appena licenziata e cercando di essere il più possibile chiaro e sintetico, vorrei fare una fotografia dell’Ente Regione e trarne alcune considerazioni.

 

SPESA REGIONE PIEMONTE 2014 PER AREE (PREVALENTI) DI INTERVENTO
PRINCIPALI FUNZIONI SVOLTE DALLA REGIONE

importi espressi in milioni di euro

PREVISIONE SPESA 2014

ASSESTATA

importi espressi in milioni di euro

% sul totale VARIAZIONE

RISPETTO ALLA SPESA INIZIALMENTE PREVENTIVATA

importi espressi in milioni di euro

funzioni operative (291,5) e gestione finanziaria (1.938) 2.229,5 16,7% +43
servizi ai cittadini 9.260,1 69,4% -52,4
servizi al territorio ed all’economia 1.854,4 13,9% -55,36
totale 13.344 100% -64,76

 

Le tre principali voci di spesa del bilancio regionale, in ordine crescente, sono:

  • trasporti892 milioni di euro
  • gestione finanziaria (interessi passivi inclusi)938 milioni di euro
  • sanità 711 milioni di euro

il cui totale, pari a 11.541 milioni di euro, rappresenta l’86,5% della spesa regionale complessiva.

Dall’analisi dei dati sopra indicati emerge che:

  • contrariamente a quanto previsto ab initiocon la regionalizzazione della gestione delle res publica, la Regione Piemonte oggi è prevalentemente un Ente di assistenza ai cittadini; dall’ulteriore scomposizione delle voci sopra indicate, infatti, emerge che almeno il 75% delle spese ha finalità assistenziali;
  • la Regione di per sé non rappresenta un costo rilevante, solo il 2,2% del bilancio, ma la quota destinata alla gestione finanziaria (inclusi gli interessi passivi), pari al 14,5%, ormai supera quanto viene destinato ai servizi al territorio ed all’economia;
  • è poco efficace cercare una soluzione assestando le voci di spesa piccole, occorrerebbe invece “aggredire” le tre principali voci del bilancio sopra citate, scomporle in macro-addendi su cui intervenire in maniera significativa.

E’ ovviamente necessaria un’analisi approfondita al fine di stabilire un ordine di priorità e di grandezza degli attuali temi da affrontare.

Il bilancio è sicuramente un documento molto tecnico e difficile da interpretare, ma è il punto di partenza dell’azione politica e determina il ruolo di ogni Regione per il territorio e per i cittadini.

Auspicando di essere riuscito a sintetizzarvi con sufficiente chiarezza il provvedimento approvato, resto a vostra disposizione per ulteriori approfondimenti.

Un saluto
Mario